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Intervista ad Arvida Juni Svenske: la donna che racchiude moltitudini

Intervista ad Arvida Juni Svenske: la donna che racchiude moltitudini

Published 4 weeks ago
Description

Quante parti di noi possono restare in silenzio prima che troviamo le parole per raccontarle?

In questo episodio ho parlato con Arvida Juni Svenske, poetessa e scrittrice svedese. La sua è una storia che attraversa Stoccolma e Malmö, la scrittura, la ricerca della propria identità e quel momento in cui, dopo anni trascorsi a percepire un’inquietudine difficile da nominare, ha riconosciuto se stessa come donna trans.

Arvida mi ha raccontato questo percorso con grande apertura: dall’infanzia e dalle aspettative legate al genere fino al periodo in cui un problema fisico l’ha costretta a fermarsi. Proprio in quel silenzio, racconta, ha cominciato ad ascoltare qualcosa che per molto tempo aveva cercato di tenere sommerso.

Abbiamo parlato anche della sua raccolta “Caribbean Wind, Polynesian Storm”, in cui poesia, storia trans e riflessioni sul colonialismo si incontrano, e del suo prossimo libro, “Estrogen Speech”, dedicato alla femminilità e ai molti modi in cui una donna può essere donna.

Arvida ha condiviso con me anche alcune delle sue poesie e mi ha raccontato cosa significhi esporsi al giudizio degli altri, attraversare la vulnerabilità e continuare, nonostante tutto, a cercare la propria voce.

Non ho voluto realizzare un episodio che dicesse a chi ascolta cosa pensare. Ho voluto creare uno spazio in cui una persona potesse raccontare la propria esperienza fino in fondo e in cui noi potessimo semplicemente fermarci ad ascoltarla.

Perché forse nessuno di noi è una stanza sola. Siamo case con molte porte. E alcune aspettano soltanto di essere aperte.

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