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Il furto dei dati Revolut spiegato bene: come hanno fatto degli hacker a fingere di essere lo Stato italiano e a farsi rispondere da una banca
Description
Episodio 380.
Non hanno violato i server di Revolut: per mesi hanno semplicemente chiesto i dati e la banca glieli ha consegnati. Un gruppo di criminali è riuscito a utilizzare una casella istituzionale riconducibile alla Prefettura di Reggio Calabria per presentare richieste apparentemente provenienti dalle autorità italiane. Tra marzo e luglio sarebbero avvenuti numerosi scambi con Revolut, fino a una mail in cui la banca conferma l’invio dei documenti e annuncia separatamente la password per decifrarli.
In questa puntata ricostruisco passo dopo passo l'incredibile operazione, cosa sappiamo della PEC compromessa, quali dati di 680 clienti sono finiti nelle mani degli attaccanti e cosa si può fare concretamente con documenti, informazioni finanziarie e selfie utilizzati per l’identificazione.
Infine affronto il punto più scomodo: quanto è stata sofisticata la truffa e quanto, invece, sono state insufficienti le verifiche di Revolut?
Per chi volesse approfondire:
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/15/truffa-a-revolut-con-pec-italiana-compromessa-indaga-la-postale_b3b5047d-80a0-4242-93d2-8574c7f2f310.html
https://www.rainews.it/tgr/calabria/articoli/2026/09/caso-revolut-viminali-su-680-utenti-coinvolti-8-sono-italiani-796bc776-6b20-4f89-a133-9cbc539836d0.html
https://www.senato.it/show-doc?id=0&idoggetto=0&leg=19&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs-atto_403368&tipodoc=hotresaula
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