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Imparare a reinventarsi quando la vita cambia passo - Intervista a Erika Modonato
Published 1 month, 2 weeks ago
Description
Dalla "vetrina" al percorso umano, dal personaggio alla persona. L'intervista a Erika Modonato ruota intorno alla domanda: Cosa accade quando la vita ci costringe a cambiare strada molto presto?
La storia di Erika, sebbene lei sia ancora giovanissima, può parlare a tutti noi e a chiunque stia costruendo la propria identità, non solo nel lavoro.
Cosa significa ritagliarsi un ruolo professionale in settori nei quali si rischia spesso di perdere contatto con la persona che c'è dietro al proprio ruolo? Cosa c'è sotto la superficie?
Erika Modonato ha 24 anni e il suo percorso professionale nasce dalla danza, una passione che l'ha accompagnata per anni e che l'ha portata a partecipare anche a programmi televisivi come "The Coach" e "Ballando on the Road".
Un infortunio ha però interrotto questo percorso, portandola a confrontarsi presto con una domanda: cosa succede quando la strada che pensavamo fosse la nostra, non lo è più?
Da lì in poi Erika si è avvicinata al mondo della moda, delle pubbliche relazioni e della comunicazione, lavorando con brand, artisti, agenzie e costruendo una nuova identità professionale.
Oggi continua a muoversi nel mondo dello spettacolo, ma con uno sguardo che va oltre: Erika infatti collabora anche con l'autrice e ballerina Sarah Hobery, supportandola nella realizzazione di alcuni progetti editoriali, tra cui "Echi di sangue" (https://libreria-online-azj4vt.webnode.it/ ).
A caratterizzare Erika è anche un'estetica molto precisa, che lei stessa riconduce al mondo Bratz. Ma dietro l'immagine ispirata ai cartoon c'è una giovane donna che sta costruendo il proprio percorso, imparando a trasformare i cambiamenti e le passioni in possibilità.
Siamo abituati a pensare che le persone siano sempre consapevoli del proprio stile e della propria direzione. In questa chiacchierata cerchiamo di raccontare il dietro le quinte della costruzione di sé: una strada interrotta, un'identità da comporre (per via della giovane età), nuovi contesti da attraversare.
Ho chiesto a Erika come si descriverebbe al di là del ruolo, quanto conta il giudizio degli altri, cosa implica l'impegno nella danza e a quali scoperte l'ha condotta questa sua passione.
Ci siamo interrogate su come l'estetica possa essere un trampolino di lancio ma anche un limite, cosa si prova quando si deve rinunciare a una passione, quanto è difficile sostenere il ritmo frenetico di questa società e costruire una professionalità in un ambiente — quello dello spettacolo e della moda — in cui sembra contare solo l'immagine.
Ci siamo domandate cosa significhi avere successo, a cosa non rinuncerebbe mai per la professione, come sia nata la collaborazione editoriale con Sarah Hobery e infine ci siamo salutate con una domanda a cui tengo moltissimo: Cosa ti fa brillare gli occhi?
La storia di Erika, sebbene lei sia ancora giovanissima, può parlare a tutti noi e a chiunque stia costruendo la propria identità, non solo nel lavoro.
Cosa significa ritagliarsi un ruolo professionale in settori nei quali si rischia spesso di perdere contatto con la persona che c'è dietro al proprio ruolo? Cosa c'è sotto la superficie?
Erika Modonato ha 24 anni e il suo percorso professionale nasce dalla danza, una passione che l'ha accompagnata per anni e che l'ha portata a partecipare anche a programmi televisivi come "The Coach" e "Ballando on the Road".
Un infortunio ha però interrotto questo percorso, portandola a confrontarsi presto con una domanda: cosa succede quando la strada che pensavamo fosse la nostra, non lo è più?
Da lì in poi Erika si è avvicinata al mondo della moda, delle pubbliche relazioni e della comunicazione, lavorando con brand, artisti, agenzie e costruendo una nuova identità professionale.
Oggi continua a muoversi nel mondo dello spettacolo, ma con uno sguardo che va oltre: Erika infatti collabora anche con l'autrice e ballerina Sarah Hobery, supportandola nella realizzazione di alcuni progetti editoriali, tra cui "Echi di sangue" (https://libreria-online-azj4vt.webnode.it/ ).
A caratterizzare Erika è anche un'estetica molto precisa, che lei stessa riconduce al mondo Bratz. Ma dietro l'immagine ispirata ai cartoon c'è una giovane donna che sta costruendo il proprio percorso, imparando a trasformare i cambiamenti e le passioni in possibilità.
Siamo abituati a pensare che le persone siano sempre consapevoli del proprio stile e della propria direzione. In questa chiacchierata cerchiamo di raccontare il dietro le quinte della costruzione di sé: una strada interrotta, un'identità da comporre (per via della giovane età), nuovi contesti da attraversare.
Ho chiesto a Erika come si descriverebbe al di là del ruolo, quanto conta il giudizio degli altri, cosa implica l'impegno nella danza e a quali scoperte l'ha condotta questa sua passione.
Ci siamo interrogate su come l'estetica possa essere un trampolino di lancio ma anche un limite, cosa si prova quando si deve rinunciare a una passione, quanto è difficile sostenere il ritmo frenetico di questa società e costruire una professionalità in un ambiente — quello dello spettacolo e della moda — in cui sembra contare solo l'immagine.
Ci siamo domandate cosa significhi avere successo, a cosa non rinuncerebbe mai per la professione, come sia nata la collaborazione editoriale con Sarah Hobery e infine ci siamo salutate con una domanda a cui tengo moltissimo: Cosa ti fa brillare gli occhi?