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Tra filosofia del diritto, bioetica e "Critica della ragione bellica" - Intervista a Tommaso Greco
Published 4 months, 3 weeks ago
Description
Tommaso Greco è professore di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, dove è anche direttore del Centro Interdipartimentale di Bioetica.
Dirige la collana "Bobbiana" dell’editore Giappichelli e la rivista di storia della filosofia del diritto "Diacronìa". Ha pubblicato "Norberto Bobbio. Un itinerario intellettuale tra filosofia e politica" (Donzelli, 2000), "La bilancia e la croce. Diritto e giustizia in Simone Weil" (Giappichelli, 2006), "Diritto e legame sociale" (Giappichelli, 2012), "L’orizzonte del giurista. Saggi per una filosofia del diritto ‘aperta’" (Giappichelli, 2023).
Per Laterza è autore di "La legge della fiducia. Alle radici del diritto" (2021, Premio Nazionale Letterario Pisa 2022 per la saggistica), "Curare il mondo con Simone Weil" (2023) e "Critica della ragione bellica" (2025).
Nel 2024 gli è stato assegnato il Premio Bartolo da Sassoferrato per le scienze giuridiche e politico-sociali, sezione "Pensare la pace".
Il 25 maggio 2026 il professor Tommaso Greco è stato protagonista dell'intervista in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
Ho scoperto il pensiero e gli scritti del prof. Greco grazie al suo ultimo libro "Critica della ragione bellica" ed è stato un onore ospitarlo in questo spazio poiché condivido con lui l'urgenza di parlare di pace in questi tempi bui.
"Questo libro è una modesta difesa del pacifismo giuridico, così lo definisce l’autore, ovvero di quella forma di pacifismo che punta a valorizzare il ruolo del diritto e delle istituzioni. Ripensare le relazioni giuridiche tra gli stati può offrire le maggiori possibilità di azione in vista del ristabilimento e mantenimento della pace. Il pacifismo giuridico è un’alternativa reale e concreta, non c’è nulla di utopistico. L’idea da ribaltare, sostiene Tommaso Greco, è pensare che il diritto sia solo regolamentazione dell’uso della forza. Il diritto è relazione. E la proposta dell’autore è quella di cambiare prospettiva e di pensare la pace partendo dalla pace e non dalla guerra. La pace come principio dunque per costruirla e custodirla."
(Fonte: https://open.spotify.com/episode/6imIlF1iqwpRZzYRrvvDmy )
"Serve un ribaltamento che realizzi […] una ‘rivoluzione dello sguardo – scrive – e che ci porti a mettere in discussione alcune delle più irriducibili convinzioni sulle quali basiamo le nostre opinioni e le nostre azioni politiche. […] Dovremmo capire, ad esempio, che per custodire relazioni pacifiche tra gli Stati non dovremmo dare per scontate alcune presunte verità, da sempre considerate indiscutibili, come quella in base alla quale qualunque governo, qualunque titolare della sovranità, debba difendere l’interesse del proprio paese senza riguardo per gli interessi generali dell’umanità e talora addirittura senza nessun riguardo per il senso stesso di umanità […]. Perché accettiamo come se fosse la cosa più naturale che gli interessi di uno Stato debbano essere posti sempre in contrapposizione agli interessi degli altri Stati, degli altri popoli? [...]
A questo proposito rammenta il pensiero di Giuseppe Mazzini che "non si stancava di ripetere che l’interesse di un popolo non può andare contro gli interessi degli altri popoli e che lo spirito di associazione che costituisce la natura di ciascun popolo non può non estendersi oltre i confini, guardando a quella umanità che tutti ci accomuna”. [...] "è proprio la sovranità, intesa come principio assoluto, ad aver causato le grandi tragedie della storia" e ci invita a "fare esattamente come fece quel gruppo di intellettuali che, già prima della fine della Prima guerra mondiale e poi soprattutto dopo la Seconda, hanno messo in discussione il principio di sovranità degli Stati, auspicando la costituzione di istituzioni sovranazionali".
(Fonte:
Dirige la collana "Bobbiana" dell’editore Giappichelli e la rivista di storia della filosofia del diritto "Diacronìa". Ha pubblicato "Norberto Bobbio. Un itinerario intellettuale tra filosofia e politica" (Donzelli, 2000), "La bilancia e la croce. Diritto e giustizia in Simone Weil" (Giappichelli, 2006), "Diritto e legame sociale" (Giappichelli, 2012), "L’orizzonte del giurista. Saggi per una filosofia del diritto ‘aperta’" (Giappichelli, 2023).
Per Laterza è autore di "La legge della fiducia. Alle radici del diritto" (2021, Premio Nazionale Letterario Pisa 2022 per la saggistica), "Curare il mondo con Simone Weil" (2023) e "Critica della ragione bellica" (2025).
Nel 2024 gli è stato assegnato il Premio Bartolo da Sassoferrato per le scienze giuridiche e politico-sociali, sezione "Pensare la pace".
Il 25 maggio 2026 il professor Tommaso Greco è stato protagonista dell'intervista in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
Ho scoperto il pensiero e gli scritti del prof. Greco grazie al suo ultimo libro "Critica della ragione bellica" ed è stato un onore ospitarlo in questo spazio poiché condivido con lui l'urgenza di parlare di pace in questi tempi bui.
"Questo libro è una modesta difesa del pacifismo giuridico, così lo definisce l’autore, ovvero di quella forma di pacifismo che punta a valorizzare il ruolo del diritto e delle istituzioni. Ripensare le relazioni giuridiche tra gli stati può offrire le maggiori possibilità di azione in vista del ristabilimento e mantenimento della pace. Il pacifismo giuridico è un’alternativa reale e concreta, non c’è nulla di utopistico. L’idea da ribaltare, sostiene Tommaso Greco, è pensare che il diritto sia solo regolamentazione dell’uso della forza. Il diritto è relazione. E la proposta dell’autore è quella di cambiare prospettiva e di pensare la pace partendo dalla pace e non dalla guerra. La pace come principio dunque per costruirla e custodirla."
(Fonte: https://open.spotify.com/episode/6imIlF1iqwpRZzYRrvvDmy )
"Serve un ribaltamento che realizzi […] una ‘rivoluzione dello sguardo – scrive – e che ci porti a mettere in discussione alcune delle più irriducibili convinzioni sulle quali basiamo le nostre opinioni e le nostre azioni politiche. […] Dovremmo capire, ad esempio, che per custodire relazioni pacifiche tra gli Stati non dovremmo dare per scontate alcune presunte verità, da sempre considerate indiscutibili, come quella in base alla quale qualunque governo, qualunque titolare della sovranità, debba difendere l’interesse del proprio paese senza riguardo per gli interessi generali dell’umanità e talora addirittura senza nessun riguardo per il senso stesso di umanità […]. Perché accettiamo come se fosse la cosa più naturale che gli interessi di uno Stato debbano essere posti sempre in contrapposizione agli interessi degli altri Stati, degli altri popoli? [...]
A questo proposito rammenta il pensiero di Giuseppe Mazzini che "non si stancava di ripetere che l’interesse di un popolo non può andare contro gli interessi degli altri popoli e che lo spirito di associazione che costituisce la natura di ciascun popolo non può non estendersi oltre i confini, guardando a quella umanità che tutti ci accomuna”. [...] "è proprio la sovranità, intesa come principio assoluto, ad aver causato le grandi tragedie della storia" e ci invita a "fare esattamente come fece quel gruppo di intellettuali che, già prima della fine della Prima guerra mondiale e poi soprattutto dopo la Seconda, hanno messo in discussione il principio di sovranità degli Stati, auspicando la costituzione di istituzioni sovranazionali".
(Fonte:
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