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Occhi di ragazza, costruisci la Tua Strada

Occhi di ragazza, costruisci la Tua Strada

Published 5 months, 1 week ago
Description

Ciao, io sono Alice... e questa è Occhi di ragazza, la rubrica in cui provo a raccontare il mondo filtrato dai miei occhi.

Succede che l’altro giorno sono in metro. Periodo di esami universitari, si avvertita da lontano, a un certo punto sento una ragazza parlare al telefono e dice:

“Guarda, la cosa che mi pesa di più non è studiare. È l’idea di deludere i miei.”

E lì mi si accende una lampadina. Perché mi colpisce quella frase. Mi colpisce perché la conosco. La ragazza continua a parlare e dice che l’università che sta facendo non è nemmeno la sua, che l’ha scelta perché ai genitori faceva piacere così.

E io penso: quante volte facciamo cose per la felicità degli altri. Ma non la felicità bella, quella che ti fa dire “ti voglio vedere felice”, quella in questione è una felicità un po’ opaca, che ci chiede di sacrificare la nostra.

Secondo me chi ti vuole bene davvero non dovrebbe desiderare che tu faccia qualcosa controvoglia solo per renderlo felice. Però allo stesso tempo non è che la risposta sia: “faccio solo quello che voglio io”. Perché l’egoismo assoluto non rende felice nessuno. Sicuramente se inizi a mettere in pausa i tuoi sogni, la tua voce, le tue passioni… lì non è più un gesto d’amore: è un debito.

E i debiti emotivi non rendono felici né noi né gli altri.

Perché poi la delusione più grande non è verso i genitori, gli amici, o chiunque altro. È quella che arriva quando scopri che hai vissuto una vita che non era la tua.

E c’è anche un’altra idea che sento spesso: il famoso “fidati, fai così, poi mi ringrazierai… vedrai che andrà bene, questa è la strada giusta!"

Solo che la felicità non funziona così. Non esiste una formula valida per tutti.

Ci sono persone per cui la felicità è lavorare tanto, risparmiare, investire, comprarsi una casa, magari due. Ed è bellissimo. Quella è la loro strada.

Ma magari tuo figlio, o tua figlia, vuole creare, provare, capire chi è, cadere, rialzarsi… e quello non c’entra niente con accumulare.

A quel punto non puoi prendere la tua idea di felicità e appoggiargliela sulle spalle dicendo: “fidati, questa è la strada giusta.” Perché non lo è. È la tua.

E allora io penso: se tu puoi fare la tua felicità senza che io ti dica che è sbagliata, allora lasciami fare anche la mia. Lasciami sbagliare, provare, capire, cambiare. Lasciami scegliere.

Perché altrimenti rischiamo di passare la vita non tanto a deludere gli altri, ma a deludere noi stessi.

E la consapevolezza arriva sempre troppo tardi.

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