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Ennio Flaviano, Un marziano a Roma. Racconto breve (1954). Lettura integrale
Published 10 months, 1 week ago
Description
Roma, anni ‘50. Un alieno dalle sembianze umane atterra a Villa Borghese. Dall’iniziale stupore collettivo, che travolge trasversalmente la società romana: giornalisti, prelati, cittadini comuni. Il marziano diventa subito una celebrità, poi pian piano viene dimenticato e rusolve in una figura sempre più marginale, fino ad ritrovarsi del tutto invisibile e ad essere addirittura bullizzato. Flaiano mette a nudo le contraddizioni interne alla psicologia delle masse, che dopo aver accolto il ‘diverso’ esaltandolo come un’attrazione, un fenomeno da baraccone, lo metabolizza e infine lo espelle quando non è più funzionale all’hype mediatico. Questa dinamica anticipa con straordinaria accuratezza i meccanismi della società dell'immagine che dominerà i decenni successivi alla prima uscita del racconto, nel 1954: la velocità con cui l'opinione pubblica passa dal delirio all'indifferenza riflette quella che diventerà in pochi anni la caratteristica principale del consumo mediatico nella seconda metà del Novecento: la ricerca spasmodica di novità accompagnata dalla rapida obsolescenza di tutto quel che, dopo aver attirato l'attenzione, non riesce più a sorprendere. La Roma del racconto è una società che si proclama aperta e cosmopolita, ma che in realtà funziona secondo logiche di esclusione sottili e implacabili. L'integrazione di Kunt (questo il nome del marziano) si rivela solo superficiale, governata più dalle mode del momento che da un autentico processo di accettazione; quando l'alieno smette di essere una curiosità interessante, la città lo abbandona con la stessa rapidità con cui lo aveva accolto. Man mano che perde il suo carattere di novità, Kunt viene a incarnare il topos dell’escluso, l’immigrato, l’intellettuale, il diverso. Se ne ritorna al suo paese, deluso dall’umanità.