Episode Details
Back to Episodes
E' possibile un sionismo ateo?
Published 10 months, 3 weeks ago
Description
Una delle aporie con cui la propaganda contemporanea (sia quella https://www.youtube.com/hashtag/sionista ortodossa, che quella https://www.youtube.com/hashtag/antisionista progressista) ha fatto tabula rasa di quel sionismo socialista, laico, internazionalista e rivoluzionario, che diede impulso alle migrazioni in Terra Santa dei primi utopisti nell’Ottocento e proseguì quasi ininterrottamente fino agli anni ‘30 del XX secolo, è la retorica secondo cui un sionismo laico, o peggio ancora un sionismo ateo, non avrebbe senso, sarebbe un paradosso, addirittura un’aberrazione storica: che un ateo possa rivendicare un terra promessa quattromila anni prima da Dio a una comunità di https://www.youtube.com/hashtag/ebrei religiosi, sarebbe insomma una follia mostruosamente contorta. Secondo questa logica, come vedremo antistorica e revisionista, gli ebrei laici del movimento sionista socialista non avrebbero avuto il diritto di rivendicare la Terra Santa, poiché rifiutavano le premesse religiose su cui si doveva necessariamente basare tale rivendicazione; affermando questa teoria però, si riduce implicitamente l'identità ebraica alla sola dimensione religiosa, ignorando che l'https://www.youtube.com/hashtag/ebraismo è sì una religione, ma anche una cultura, un'etnia e una storia condivisa: i sionisti socialisti dell'Ottocento non negavano il loro patrimonio culturale, ma lo reinterpretavano in chiave secolare, trasformando elementi della tradizione religiosa in un retroterra storico, linguistico, identitario. Questo dava un senso all’approccio laico da parte di intellettuali come Hess, Marx, Borochov e gli altri portavoce del sionismo socialista nel secolo romantico. La storiografia ha restituito documentazione di una realtà molto più complessa di come viene dipinta dalla propaganda moderna: comunità ortodosse, riformate, mistiche, filosofiche e laiche, hanno tutte partecipato alla storia del popolo d’https://www.youtube.com/hashtag/israele attraverso secoli di diaspora. Molti dei fondatori del sionismo moderno, come Theodor Herzl o David Ben Gurion, si proclamarono laici senza che ciò diminuisse la loro appartenenza alla comunità ebraica, né la loro comprensione dei problemi che questa comunità affrontava nel loro tempo. Hess era stato allievo di Feuerbach e aveva collaborato a lungo con Marx. I pionieri dei https://www.youtube.com/hashtag/kibbutz e delle prime comunità agricole in https://www.youtube.com/hashtag/palestina, vedevano il loro progetto come una sintesi tra valori ebraici tradizionali di giustizia (tzedek) e moderne teorie socialiste: non si trattava di una semplice negazione della religione, ma di una sua reinterpretazione in chiave sociale e politica. La critica al sionismo socialista come un paradosso, il disconoscimento di un approccio ateo alla dimensione storica, politica, etnica, culturale, dell’ebraismo, è contraddittorio e sconfina nel puro negazionismo. Il periodo medievale ad esempio vide consolidarsi influenti scuole di filosofi ebrei che utilizzavano la ragione aristotelica per reinterpretare, talvolta mettere in discussione i fondamenti stessi della fede tradizionale; questi pensatori non erano atei nel senso moderno del termine, ma il loro approccio razionalista si pose apertamente in contrasto con l'ortodossia religiosa. Moses ben Maimon, conosciuto come Maimonide (1138-1204), nella sua "Guida dei perplessi", tentava di conciliare la filosofia aristotelica con la teologia ebraica, subordinando molte credenze tradizionali al tribunale della ragione. Maimonide sosteneva che molti racconti biblici dovessero essere interpretati solo in un senso allegorico piuttosto che letteralmente, posizione che provocò accese controversie all'interno del mondo ebraico. Il conflitto fra razionalisti e tradizionalisti ha percorso per secoli le comunità ebraiche della diaspora: i tradizionalisti hanno avuto la meglio, se così si può dire, solo verso la fine del XV secolo, con l'espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492 e la