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Cosa Non Si Può Dire // What You Can't Say

Cosa Non Si Può Dire // What You Can't Say

Published 2 years, 11 months ago
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Traduzione in italiano di Marco Trombetti dall’essay originale di Paul Graham "What You Can't Say" [Gennaio 2004]. La traduzione è stata pubblicata originariamente su marcotrombetti.com/cosa-non-dire La lettura dell'articolo è di Lucia Anastasi.

Hai mai visto una tua vecchia foto e ti sei sentito in imbarazzo per il tuo aspetto? Ci vestivamo davvero così? Sì. E non avevamo idea di quanto sembrassimo ridicoli. È nella natura della moda essere invisibile, così come il movimento della terra è invisibile a tutti noi che ci stiamo sopra.

Quello che mi spaventa è che ci sono anche le mode morali. Sono altrettanto arbitrarie e altrettanto invisibili per la maggior parte della gente. Ma sono molto più pericolose. La moda è erroneamente confusa con il buon design; la moda morale è erroneamente confusa con il bene. Vestirsi in modo strano vuol dire farsi ridere dietro. Violare le mode morali può farti licenziare, ostracizzare, incarcerare o persino uccidere.

Se si potesse viaggiare a ritroso in una macchina del tempo, una cosa sarebbe vera, ovunque si andasse, bisogna stare attenti a quello che si dice. Le opinioni che consideriamo innocue avrebbero potuto metterti in guai seri. Ho già detto almeno una cosa che mi avrebbe messo in guai seri in gran parte dell’Europa nel XVII secolo e che mise Galileo in grossi guai quando la disse: che la terra si muove.

Sembra essere una costante nel corso della storia: in ogni epoca la gente credeva a cose che erano semplicemente ridicole e ci credeva così tanto che chi avesse detto il contrario sarebbe finito in guai seri.

La nostra epoca è diversa? Per chiunque abbia letto un po’ di storia, la risposta è quasi certamente no. Sarebbe una notevole coincidenza se la nostra fosse la prima epoca a sistemare tutto.

È stimolante pensare di credere a cose che la gente in futuro troverà ridicole. Cosa dovrebbe stare attento a non dire chi tornasse a trovarci in una macchina del tempo? È ciò che voglio analizzare qui. Ma voglio fare qualcosa di più che scioccare tutti con l’eresia del giorno. Voglio trovare ricette generali per scoprire ciò che non si può dire, in qualsiasi epoca.

Il Test Conformista

Partiamo da un test: hai delle opinioni che saresti riluttante ad esprimere di fronte ad un gruppo di tuoi coetanei?

Se la risposta è no, è meglio che ti fermi a rifletterci sopra. Pensi sia una coincidenza il fatto che tu creda a tutto quello a cui che dovresti credere? È probabile che non lo sia. È probabile che pensi solo a quello che ti viene detto.

L’altra alternativa sarebbe che tu considerassi ogni domanda in modo indipendente e trovassi le stesse risposte che ora sono considerate accettabili. Sembra improbabile, perché avresti dovuto commettere anche gli stessi errori. I cartografi inseriscono deliberatamente piccoli errori nelle loro mappe in modo da poter capire quando qualcuno le copia. Se un’altra mappa ha lo stesso errore, è una prova quasi schiacciante.

Come ogni altra epoca della storia, la nostra mappa morale contiene quasi certamente qualche errore. E chi commette gli stessi errori probabilmente non l’ha fatto per caso. Sarebbe come se qualcuno sostenesse di aver deciso autonomamente nel 1972 che i jeans a campana erano una buona idea.

Se credi a tutto quello in cui dovresti credere ora, come puoi essere sicuro che non avresti creduto in tutto quello a cui eri tenuto a credere se fossi cresciuto tra i proprietari delle piantagioni del Sud prima della guerra civile, o in Germania negli anni ‘30, o tra i mongoli nel 1200, se è per questo? È probabile che l’avresti fatto.

Nell’epoca in cui si usavano termini come “ben adattato”, l’idea sem

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