Episode Details

Back to Episodes
Città e Ambizione // Cities and Ambition

Città e Ambizione // Cities and Ambition

Published 3 years, 2 months ago
Description

Traduzione in italiano di Marco Trombetti dall’essay originale di Paul Graham "Cities and Ambition" [Maggio 2008]. La traduzione è stata pubblicata originariamente su marcotrombetti.com/città La lettura dell'articolo è di Lorenzo Viscanti.

Le città eccellenti attraggono persone ambiziose. Passeggiando per strada, ti rendi conto che una città ti invia un messaggio in modo più o meno sottile: potresti fare di più, dovresti impegnarti più a fondo.

La cosa sorprendente è che questi messaggi possono essere molto diversi tra loro. New York ti comunica soprattutto una cosa: devi guadagnare di più. Ovviamente ci sono anche altri messaggi: devi essere più alla moda, devi curare di più il tuo aspetto. Ma il messaggio più chiaro è che devi essere più ricco.

Quello che mi piace di Boston (o meglio di Cambridge) è che vuole dirti che devi essere più intelligente. Dovresti assolutamente leggere tutti quei libri che avevi intenzione di leggere.

Quando ci si chiede quale messaggio invia una città, a volte le risposte possono essere sorprendenti. Per quanto la Silicon Valley rispetti l’intelligenza delle persone, il suo messaggio è un altro: devi avere più potere.

Non è esattamente lo stesso messaggio che manda New York. Ovviamente il potere conta anche a New York, una città che si lascia impressionare da un miliardo di dollari, anche se li hai semplicemente ereditati. Nella Silicon Valley questo non importerebbe a nessuno, tranne che a qualche agente immobiliare. Ciò che conta nella Silicon Valley è il tuo impatto sul mondo. La gente si interessa a Larry e Sergey non perché sono ricchi, ma perché controllano Google, un’azienda che ha un’influenza globale.

_

Quanto è importante il messaggio che invia una città? Molto, nella pratica. Si potrebbe pensare che con la sola forza di volontà si possono fare grandi cose e che il luogo in cui viviamo non ha molta importanza. Dove vivi dovrebbe fare al massimo un paio di punti percentuale di differenza. Ma la storia ci insegna che non è proprio così. Le persone che facevano grandi cose erano concentrate in pochi posti in cui quel genere di cose venivano fatte proprio in quel momento.

Per capire quanto sono potenti le città, si può leggere ciò che ho scritto qualche anno fa a proposito di Leonardo a Milano. Praticamente tutti i celebri pittori italiani del Quattrocento erano fiorentini, nonostante Milano fosse altrettanto grande. Le persone a Firenze non erano geneticamente diverse, quindi si può presumere che ci fosse qualcuno nato a Milano con le stesse abilità innate di Leonardo. Che cosa gli è successo?

Se neanche qualcuno con l’ingegno di Leonardo riesce ad opporsi alla forza dell’ambiente circostante, pensi di riuscirci tu?

Penso di no. Io sono piuttosto testardo, ma non cercherei di contrastare questa forza. Piuttosto preferirei sfruttarla. Ho quindi riflettuto molto su dove vivere.

Credevo che Berkeley fosse il posto ideale, una sorta di Cambridge con un clima migliore. Poi ho provato a viverci un paio di anni fa e ho cambiato idea. Il messaggio di Berkeley è: devi vivere meglio. Berkeley è una città molto civile. Probabilmente è il posto in cui un nordeuropeo si sentirebbe più a casa in America, ma non brilla certo per la sua ambizione.

Ripensandoci, non è sorprendente che un posto così piacevole attiri persone interessate soprattutto alla qualità della vita. Cambridge con un clima migliore non sarebbe Cambridge. Gli abitanti di questa città non sono lì per caso. Bisogna fare dei sacrifici per viverci. È costosa e un po’ sporca e il tempo è spesso brutto. Quindi

Listen Now

Love PodBriefly?

If you like Podbriefly.com, please consider donating to support the ongoing development.

Support Us