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Come Diventare un Esperto in un Mondo che Cambia // How to Be an Expert in a Changing World
Description
Traduzione in italiano di Augusto Coppola dall’essay originale di Paul Graham "How to Be an Expert in a Changing World" [Dicembre 2014].
Se il mondo non cambiasse potremmo avere una sempre maggiore crescente sicurezza in ciò che crediamo. A quante più numerose e varie esperienze una fede sopravvive, tanto meno è probabile che sia falsa. Molte persone, per quanto riguarda le loro opinioni, credono implicitamente in qualcosa di questo tipo e sono giustificate nel farlo relativamente a cose che non cambiano molto come, ad esempio, la natura umana. Ma uno non può avere la stessa fede nelle proprie opinioni relativamente alle cose che invece cambiano, il che include praticamente tutto il resto. Quando gli esperti sbagliano è spesso perché sono esperti di una precedente versione del mondo.
È possibile evitarlo? Potete proteggervi dal credere cose obsolete? In qualche modo sì. Ho speso quasi un decennio investendo in startup early stage e, abbastanza curiosamente, proteggere se stessi dalle credenze obsolete è esattamente quanto uno deve fare per aver successo come investitore in startup. Le idee di molte buone startup sembrano, almeno inizialmente, cattive e questo accade perché nel mondo è in corso un cambiamento che, appunto, rende possibile questa transizione. Ho impiegato molto tempo ad imparare come riconoscere queste idee e le tecniche che ho usato possono essere applicate alle idee in generale.
Il primo passo è credere nel cambiamento. Le persone che cadono vittime della sempre crescente confidenza nelle proprie opinioni sono implicitamente convinte che il mondo non possa cambiare. Se uno coscientemente inizia a pensare che così non è, allora inizia a cercare il cambiamento.
Ma dove guardare per cercare questo cambiamento? Al di là della poco utile generalizzazione che la natura umana non cambia molto, la sfortuna vuole che il cambiamento è difficile da predire. È in gran parte una tautologia, ma vale lo stesso la pena di ricordarla: il cambiamento significativo arriva in genere da una direzione imprevista.
Per cui non devo neanche provare a predirlo. Quando, nel corso di una intervista, mi chiedono di predire il futuro, devo sempre sforzarmi di dire al volo qualcosa che suoni plausibile, come fossi uno studente impreparato durante un esame. Ma non è per pigrizia che non sono preparato. Mi sembra che quello che si crede sul futuro è così raramente corretto che non vale la pena di pensarci e che la migliore strategia sia semplicemente quella di essere attivamente aperto di mente. Invece di provare a guardare nella giusta direzione ammettere che non si ha alcuna idea di quale sia questa direzione e provare, invece, ad essere super sensibile al vento del cambiamento.
Penso sia corretto avere delle ipotesi di lavoro, anche se possono vincolarti un pochino, perché ti motivano. È eccitante la ricerca di cose ed è eccitante provare ad indovinare le risposte, ma è necessario che uno abbia la disciplina per non permettere a queste ipotesi di cristallizzarsi in qualcosa di più. Sono convinto che questo modus operandi essenzialmente passivo funzioni non solo per valutare le nuove idee, ma anche per averne noi stessi. La via per generare nuove idee è non provare esplicitamente ad averle, quanto piuttosto risolvere problemi senza sottovalutare le strane intuizioni che si possono avere nel processo.
Il vento del cambiamento nasce dalla mente inconsapevole degli esperti di dominio. Se si è sufficientemente esperti in un campo, ogni stramba idea o questione apparentemente irrilevante che può incontrarsi diventa, ipso facto, qualcosa che vale la pena esplorare. In Y Combinator quando un’idea è descritta come folle si tratta probabilmente di un complimento, in effetti probabilmente un complimento migliore di quello che s