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Le Dinamiche di Gregge degli Investitori // Investor Herd Dynamics
Description
Traduzione in italiano di Davide Cecchini dall’essay originale di Paul Graham "Investor Herd Dynamics" [Agosto 2013].
Per la maggior parte degli investitori, l’opinione che altri investitori hanno su di voi è il principale elemento che definisce la loro opinione. La cosa, ovviamente, rappresenta una formula per la crescita esponenziale: quando un investitore vuole investire su di voi, allora anche un secondo investitore vorrà investire, e poi altri ancora vorranno investire, e così via.
Ogni tanto, i founder con meno esperienza si convincono, sbagliando, che agire su queste leve sia la quintessenza del fundraising. Sentono parlare di investitori che corrono alla carica per investire in una certa startup famosa, e pensano che la chiave del successo sia suscitare lo stesso tipo di reazione. In realtà, il successo di una startup e la reazione degli investitori non sono due variabili strettamente correlate. Esistono molti casi di startup per cui gli investitori impazziscono le quali finiscono per svanire rapidamente in un nulla di fatto (in casi estremi, proprio anche a causa della reazione esagerata degli investitori), e molti altri casi in cui una startup ha grande successo nonostante all’inizio non risultasse particolarmente attraente per gli investitori.
Ora, qui non intendo spiegare come generare una “corsa all’oro” per la vostra startup, ma solo illustrare come si generino questi fenomeni. Quando raccogliete un round, entrano sempre in gioco alcune forze le quali, talvolta, possono generare situazioni inattese. Se capite quali siano queste forze potrete, quantomeno, evitare di rimanere sorpresi.
Uno dei motivi per cui ad un investitore piacete quando piacete ad altri investitori è il fatto che, per effetto di questa opinione condivisa, voi diventate un investimento più interessante. Raccogliere capitali riduce il rischio di fallimento e, anche se gli investitori lo detestano, questo è il motivo per cui via via potrete lanciare nuovi round ad una valutazione sempre maggiore. Chi investe in fase iniziale, quando non avevate soldi, si assume i maggiori rischi e quindi ha diritto ad ottenere ritorni maggiori. Inoltre, una startup che abbia ricevuto dei capitali ha, per effetto di questo ingresso di liquidità, necessariamente un valore più alto: dopo che avete raccolto il vostro primo milione di dollari, quantomeno la startup varrà quel milione che adesso si trova in cassa.
Badate bene: gli investitori detestano così tanto veder salire la valutazione di una startup, e quindi il loro prezzo di ingresso, che sono pronti a resistere a qualsiasi ragionamento logico. Alzate la vostra valutazione solo con gli investitori che non avete problemi a perdere, perché qualcuno abbandonerà infuriato le trattative.
La seconda ragione per cui gli investitori vi preferiscono se avete già avuto successo nel raccogliere capitali è che questo vi rende più sicuri, e l’opinione che un investitore ha su di voi founder è la base dell’opinione che ha sulla vostra startup. Spesso i founder si stupiscono nel vedere quanto rapidamente gli investitori si accorgono che la startup sta avendo successo nel raccogliere il round: pur esistendo diverse strade attraverso cui queste informazioni possono trapelare, molte volte la via principale sono proprio i founder stessi. Anche se spesso gli investitori non sanno molto della tecnologia, la maggior parte di loro è piuttosto brava a capire chi ha davanti. Quando il round inizia a formarsi, gli investitori capiscono subito che state acquisendo maggiore sicurezza (e questo è uno di quei rari casi in cui l’incapacità media dei founder nel mostrarsi impassibili gioca a loro favore).
In realtà, a parte questi due elementi, la vera ra